Legni

“Ciò che questi lavori trasgrediscono è la sintassi espressiva di matrice minimalista: se infatti essi si basano-differentemente-sulla messa in atto di forme primarie geometriche, queste vengono presentate come portatrici di sottocodici emotivi, attraverso l’assunzione della variante, che diventa nucleo centrale nel veicolare una nuova forma intuitiva.

(…) Il lavoro di Luigi Battisti si configura come indagine sulle possibilità spaziali della superficie e sul concetto di forma tridimensionale storicamente elaborato come relazione di pieni e di vuoti: all’interno di un quadrato immaginario sono contenuti 28 pezzi di tre diverse dimensioni e tipologie. Una forma piena scultoreamente aggettante, una struttura che mostra il vuoto del suo interno (che corrisponde alla parete muraria), un quadrato che contiene un reticolo di assi ortogonali secondo alcune varianti.

Partito da un elemento dato, la variante determina i processi di relazione delle forme e l’organizzazione interna della struttura.

Delle forme vengono indicate le diverse fasi di svuotamento o di crescita addizionale, mentre quel sottile strato di pittura bianca che ricopre in maniera non uniforme il legno rimanda all’idea di velatura lascia intravedere la qualità originaria della materia cosi come i reticoli geometrici mostrano la parete muraria che li supporta.”

 

(Lucilla Meloni, Teorema delle trasgressioni, testo nel catalogo della mostra Teoremi, Galleria Altri lavori in corso, Roma 1992)